Storie di voci e infrastrutture

Italia

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Storie di voci e infrastrutture è la ricerca ed esposizione curata da MIC-HUB per la sessione della mobilità all’interno de La Biennale dello Stretto 2026, dedicata al tema “Mutazioni”.

Storie di voci e infrastrutture propone uno sguardo sulla mobilità mediterranea e dello Stretto che supera una lettura esclusivamente ingegneristica e funzionale, per interrogare più a fondo le trasformazioni in corso nelle logiche dello spostarsi.


Il progetto interpreta la mobilità come fenomeno culturale, sociale e territoriale, capace di raccontare il rapporto tra le persone, le infrastrutture e il paesaggio.


Attraverso questa ricerca, si invita a ripensare il ruolo della mobilità nella costruzione del territorio contemporaneo.


L'efficienza dei collegamenti, la qualità del tempo, l'accessibilità e il rapporto con il paesaggio diventano dimensioni complementari di una stessa riflessione: come possiamo progettare sistemi di mobilità capaci non soltanto di connettere luoghi, ma anche di migliorare il modo in cui li viviamo?

Location

Italia

Client

Biennale dello Stretto

PROJECT HIGHLIGHTS

  • Analisi della mobilità come racconto culturale e territoriale, riconoscendo la strada come uno spazio vivo, attraversato da relazioni, memorie e pratiche quotidiane
  • Analisi anonimizzata dei segnali della posizione degli utenti tramite i telefoni. Il dataset utilizzato copre i segnali registrati nel luglio 2024, con un focus sull'area dello Stretto di Messina
  • Analisi dell'area dello Stretto attraverso gli scambi tra le coste, le due sponde si prolungano a formare un territorio ricco di scambi orizzontali

Our contribution

Strade, ferrovie, porti e collegamenti marittimi non sono soltanto elementi di una rete di trasporto, ma luoghi attraversati da relazioni, memorie e pratiche quotidiane, che contribuiscono a definire l'identità dei territori.

Lo Stretto di Messina rappresenta un contesto particolarmente significativo per esplorare queste relazioni. Il mare, tradizionalmente percepito come elemento di separazione tra due sponde, diventa uno spazio di connessione, attraversato da flussi e scambi che restituiscono l'immagine di un territorio condiviso.


La ricerca indaga questa geografia complessa attraverso tre dimensioni di lettura interconnesse: paesaggio, tempo e suono, che permettono di osservare come le infrastrutture influenzino il modo di vivere, percepire e attraversare i luoghi.


Il progetto approfondisce inoltre il rapporto tra mobilità e percezione del tempo, esplorando come le diverse velocità di spostamento modifichino l'esperienza del paesaggio. Il ritmo accelerato delle infrastrutture stradali, la continuità della ferrovia lungo la costa e la temporalità più lenta della traversata marittima costruiscono esperienze differenti dello stesso territorio.

La mostra traduce questi contenuti in un percorso narrativo che intreccia dati, rappresentazioni territoriali e percezioni, offrendo differenti chiavi di interpretazione delle trasformazioni dello Stretto.

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